Nulla dovrebbe essere oltre la speranza. La vita è una speranza.

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Home Il mondo della naturopatia Floriterapia e medicine alternative
Floriterapia e medicine alternative PDF Stampa E-mail
Scritto da Carla   

Dall'Ausralia nuove e potenti essenze florealiQueste righe vogliono essere uno spunto di riflessione sulla complementarietà fra i molteplici aspetti delle medicine non convenzionali, con particolare riferimento all'impiego sinergico con la floriterapia. Si vuole dare un primo input per prendere coscienza di questa realtà e per stimolare ad intraprendere lavori di ricerca atti a "collaudare" le medicine alternative e la medicina allopatica nelle specifiche peculiarità e fra di loro, in modo da ridurre sempre più i limiti di ciascuna.

La floriterapia nacque agli inizi del nostro secolo ad opera dell'intuizione del dottor Edward Bach, secondo cui la causa delle malattie deve essere ricercata non solo nel fisico, ma anche e soprattutto nella psiche. Vivendo a contatto con la natura egli ebbe modo di rendersi conto dello straordinario potere di alcune piante di riuscire a correggere ciascuna un particolare stato psicologico negativo. Nelle essenze floreali l'accento è posto sulla trasformazione di atteggiamenti ed emozioni che impediscono la piena salute dell'individuo e che infine hanno effetti nocivi sulla salute fisica. Bach classificò 38 rimedi, associati ad altrettanti fiori o piante, preparati con una particolare procedura mirata ad imprigionare nella purezza dell'acqua e con l'aiuto del sole, l'energia positiva posseduta dai fiori. Questi rimedi sono assolutamente naturali, efficaci e totalmente privi di controindicazioni. Il loro campo di azione non è fisico, ma spirituale, psichico, e mira a ricondurre la nostra "anima" all'equilibrio facendone emergere gli aspetti positivi e ristabilendone l'armonia.

Nella maggior parte dei casi, dopo un adeguato periodo di trattamento, lo stato d'animo negativo scompare. Durante la somministrazione dei rimedi è possibile che la presa di coscienza degli aspetti origine dei turbamenti del nostro essere conduca ad un nuovo stato di malessere; questo fenomeno non è da imputare all'inefficacia del rimedio, ma all'emergere di nuove problematiche, anche più profonde e complesse, mascherate da quella che il rimedio ha guarito. Coscienti di quanto sia importante il benessere interiore, possiamo dunque capire quanto risulti utile l'impiego della floriterapia associata alle altre discipline naturali.

Floriterapia & c.

Il nostro organismo è infatti strutturato secondo tre diversi aspetti che coesistono nella stessa persona e costituiscono la cosiddetta "triade della salute": un aspetto fisico, uno biochimico ed uno emotivo (pensieri, emozioni…). L'obiettivo delle medicine naturali è quello di ripristinare o mantenere l'equilibrio di questi tre sistemi, senza metterne in evidenza uno a discapito degli altri. Analizzando criticamente le discipline naturali, si potrà notare che ciascuna di queste ha caratteristiche peculiari, ma che tutte hanno un unico obiettivo: curare la persona nella sua totalità.

La fortissima complementarietà fra le discipline alternative è stata messa in evidenza dalle esperienze raccolte durante gli interventi terapeutici. Le tecniche manipolative, come ad esempio la reflessologia plantare, la kinesiologia o i rimedi omeopatici, le diagnosi ectoscopiche (come l'analisi della scrittura), la cromoterapia, ecc., possono essere completate o possono completare l'intervento floriterapico.

L'esperienza ha dimostrato che la floriterapia può fungere da supporto generale di base per altre discipline alternative, chiaramente soltanto se si ritiene opportuno e necessario un intervento di tipo emotivo. Ad esempio in alcuni casi di svezzamento da psicofarmaci, in sindrome depressiva, in cui sono state utilizzate tecniche di reflessologia plantare e rimedi omeopatici, è stato anche prescritto un cocktail di rimedi floriterapici per aiutare il paziente a rielaborare un lutto risalente ad anni prima.

Attraverso l'utilizzo della reflessologia plantare, massaggio che determina un aumento della circolazione sanguigna e linfatica, si riesce ad ottenere un riequilibrio generale a livello del sistema nervoso, mentre i rimedi omeopatici e floriterapici insieme, come si vedrà meglio in seguito, esplicano la loro azione mirata a livello psichico.

L'azione combinata dei diversi rimedi e delle diverse metodiche permette di ottenere risultati sull'intera "storia" della patologia, alleviandone i sintomi, portandola a guarigione eliminando le cause remote ed evitandone la ricomparsa. In questo senso si può citare l'esempio di un soggetto afflitto da cervicalgia associata a cefalea, causata dall'ansia e dalla tensione dovuta a questo distress. Un approccio terapeutico corretto potrebbe essere il seguente: presupponendo che un'accurata indagine diagnostica abbia rivelato che la patologia sia di tipo puramente fisico osteoarticolare e non di altra natura, allora a trattamenti reflessologici e manipolativi, atti ad allentare lo stato di tensione presente nelle masse muscolari, si può affiancare un'azione floriterapica miorilassante come ad esempio Oak, affinché l'effetto che si è cercato di impostare durante il trattamento si possa mantenere nel tempo. Si può infine aggiungere al "mix floreale" prescritto, il rimedio tipologico della persona, ossia quel  rimedio che ne ricalca i punti essenziali dell'emotivo, inducendo modificazioni in quest'ambito ed impedendo che gli episodi si ripetano.

Inoltre è bene puntualizzare che un soggetto con problematiche di natura osteoarticolare quale ad esempio, in maniera aspecifica, rigidità fisica, potrebbe essere in realtà soltanto preda di problematiche sul piano emotivo. In questo caso è bene impostare una terapia oltre che su un piano puramente sintomatico, alleviando le rigidità tramite una serie di trattamenti di tipo meramente manipolativo, anche su un piano emotivo profondo con l'ausilio di preparati floriterapici da assumere a casa (ad esempio Willow) per rimuovere la problematica emotiva e, con essa, quella osteoarticolare.

Il rimedio floreale non solo modifica o eradica la problematica emotiva da cui può eventualmente emergere una modificazione a livello fisico, da trattarsi con mezzi opportuni, ma è anche un valido aiuto in una qualsiasi patologia acuta o cronica in cui vi sia interessamento della sfera psichica. Citiamo a titolo di esempio uno stato di algia costante e continua nel tempo, che può indurre nell'individuo uno stato d'ansia ed angoscia che può degenerare fino a gravi turbe della sfera emotiva per l'incertezza di guarigione.

Possiamo trovare nella kinesiologia un valido alleato della floriterapia a livello diagnostico. Infatti per individuare eventuali problematiche emotive e potere così indicare i rimedi floreali più adatti si possono seguire due strade maestre: la prima prevede l'indagine verbale delle caratteristiche del soggetto in esame e la scelta del rimedio in base alla conoscenza, all'esperienza e all'intuizione del medico che la conduce; un'altra metodica di intervento consiste nell'individuare il rimedio floriterapico attraverso domande poste direttamente all'organismo mediante l'utilizzo della tecnica kinesiologica in modo che, presupponendo un corretto uso della medesima, gli esiti risultino indipendenti da ogni mediazione emotiva e culturale, individuando il rimedio o i rimedi floriterapici di cui l'organismo ha realmente bisogno. Oltre ad individuare la problematica di fondo, il periodo in cui si è instaurata, il rimedio più consono per l'individuo in un preciso momento e stato emozionale, si possono seguire i progressi del soggetto e di volta in volta modificare la terapia somministrando sempre il mix di rimedi più consoni. Quest'ultima è a nostro giudizio una metodica più valida di quella puramente intuitiva, in quanto in questa situazione si funge da veri e propri "strumenti di guarigione" essendo semplicemente dei canali atti ad interpretare i test, senza imporre terapie scaturite dalla soggettività del terapeuta.

L'azione combinata delle due tecniche non si esaurisce però a questo livello. Abbiamo dimostrato come la kinesiologia sia un valido strumento di indagine per individuare i problemi su cui la floriterapia può agire; ma anche la kinesiologia stessa è un potente strumento di terapia, finalizzato a ristabilire l'essenziale equilibrio dei tre aspetti della "triade della salute", e i fiori di Bach possono contribuire a completarne l'efficacia. Si osserva infatti che il miglioramento durante cicli di trattamenti kinesiologici progredisce positivamente fino ad un certo punto dove talvolta si arresta fintanto che non venga associato un adeguato intervento floriterapico. Un simile comportamento si è osservato in casi di cefalea di origine emotiva, tipica degli individui impazienti e facilmente irritabili, infastiditi dallo stesso insorgere del sintomo che, in tal modo, acuiscono ulteriormente. Un trattamento di riequilibrio kinesiologico affiancato ad un rimedio omeopatico di fondo o floriterapico tipologico può dare ottimi risultati.

Si possono ottenere degli ottimi risultati con l'uso combinato dei rimedi floriterapici e la cromoterapia. L'uso del colore, originariamente adottato nell'industria per migliorare l'efficienza produttiva, venne lentamente introdotto nel campo medico finché, dopo lunghe sperimentazioni, ci si accorse che i colori possono essere efficacemente usati per il loro effetto stimolante o depressivo proprio come, in termini più generali, la radiazione cromatica può essere impiegata per applicazioni esterne (e noi tutti conosciamo ed apprezziamo i benefici e gli effetti dei raggi UV, IR, laser…). Dopo essere pervenuti alla diagnosi psicologica, si può unire il colore, inteso come messaggio energetico trasportato da onde elettromagnetiche, al messaggio energetico del rimedio floriterapico. Entrambi hanno la capacità di comunicare direttamente con il nostro inconscio destando reazioni emotive e percettive che si fondono all'interno della psiche. Le frequenze proprie del colore e del rimedio floreale risuonano insieme ed esaltano il loro effetto. I fiori, debitamente utilizzati ed orientati, produrranno nel paziente gli effetti positivi desiderati insieme al colore, che può essere irradiato o fatto visualizzare al paziente, in modo che il soggetto si senta pervaso dallo stesso. E' noto che la cromoterapia può essere impiegata sia a livello di irradiazione localizzata su una parte del corpo per una azione localizzata esterna sia, soprattutto, a livello psichico mediante visualizzazione della radiazione cromatica, per indurre modificazioni emotive. Nel primo caso l'associazione alla floriterapia è un completamento dell'azione terapeutica su piani diversi mentre, nel secondo caso, si ha un effetto rinforzato e diretto nella stessa direzione. Le due metodiche insieme riescono comunque l'una a potenziare l'altra, superando vicendevolmente i limiti reciproci.

I rimedi floreali sono stati inclusi nel Supplement to the Eight Edition of the Homeopatic Pharmacopoeia of the United States e sono considerati a tutti gli effetti farmaci omeopatici. E' doveroso però osservare che in realtà sono molte le differenze fra i due tipi di rimedi: le sostanze di base (la parte fiorita della pianta per i rimedi floriterapici e diverse parti di piante, sostanze minerali, animali ed umane per quelli omeopatici); il metodo di preparazione (infusione in acqua ed estratti alcolici, diluizione, dinamizzazione); i criteri di scelta (peculiarità dell'aspetto emotivo della persona e legge dei simili); l'approccio terapeutico classico (associazione del rimedio agli archetipi psichici e associazione sintomo-rimedio); infine osserviamo che lo stesso Bach fu spinto a cercare qualcosa di diverso dall'omeopatia, che egli stesso praticava. Tutte queste differenze ci permettono di ipotizzare che i due tipi di rimedi, floreali ed omeopatici, possano agire nei confronti dello stesso problema secondo modalità differenti. E' lecito quindi pensare non solo che certamente entrambi possano esaltare l'effetto terapeutico in sinergia, ma anche che vi siano situazioni in cui uno risulti più indicato dell'altro. Mancando purtroppo ancora una conferma strettamente scientifica, spetta all'indagine statistica sperimentale dare una risposta significativa.

Come la kinesiologia, anche l'analisi del gesto grafico è un potente mezzo di indagine diagnostica. L'analisi del gesto grafico o grafologia, cioè l'osservazione critica di uno scritto su base statistica con fondamenti psicologici, permette di mettere a nudo la personalità dello scrivente e di evidenziarne eventuali problematiche emotive che possono essere trattate e risolte con l'impiego dello strumento più opportuno, che spesso si rivela essere la floriterapia. Riteniamo che la grafologia sia un ottimo strumento di indagine attraverso cui scandagliare i più reconditi aspetti della psiche, da cui potenzialmente possono nascere problemi e patologie di natura diversa. Può anche essere utilizzata solo per prendere coscienza dei nostri limiti emotivi per migliorarsi. Nel caso di patologie più serie, attraverso la grafologia si può evitare una lunga indagine psicoanalitica, spesso costituita da molte sedute, analizzando una serie di campioni grafici che permettono di rivelare velocemente tutte le problematiche che affliggono l'individuo. Accade spesso che soggetti indagati attraverso l'utilizzo della grafologia e sottoposti ad opportuna terapia floriterapica, dopo un periodo di cura ed in seguito ad un nuovo controllo presentino sensibili modificazioni a livello della grafia stessa. Questo effetto permette di valutare tramite successive indagini l'evoluzione della malattia e l'efficacia delle terapie floriterapiche impostate.

Si può concludere affermando che le tecniche di medicina naturale costituiscono, nel loro ambito di applicazione, un valido strumento di diagnosi e terapia, che si dimostra più efficace se queste sono mirate e reciprocamente coadiuvanti.

 
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